Ci siamo ancora, non siamo un'entità immateriale dispersa nel web.
E stiamo lavorando, chi più chi meno.
Qui è Beatrix che vi parla, siamo alla revisione del capitolo 7 su 10.
Contemplo il fogio di word devastato quanto Roma all'inizio del romanzo, un campo di battaglia di tutti i colori dello spettro, stratificazioni su stratificazioni di correzioni, commenti e quant'altro... è forse uno dei capitoli più martoriati, e siamo solo a metà capitolo... è... la nostra guerra.
Due anni fa ho fatto una promessa, di arrivare alla fine, anche se in questo momento mi sento come una reduce di guerra estenuata da una lunga campagna, che si domanda "perché combattiamo?", che si domanda "ce la faremo mai ad arrivare alla fine?".
E ancora non so darmi una risposta, ci sarà un seguito? Sarà un altro spargimento di sangue come questo?
Sono demotivata lo ammetto... guardo il mio desktop dove giacciono altri file, di altre storie, scritte da altre mani, che aspettano solo che io dia loro attenzione che io le rifinisca, sono più di trecento pagine e siamo quasi a giugno è un lavoro anche quello, un'impegno che mi sono presa, e non vengo neppure pagata per farlo... e so che ho i capitoli di Surreal che mi aspettano che mi guardano con gli occhi di un sopravvissuto che mi attende sulla brandina di un ospedale da campo, in attesa anche lui delle mie cure.
A volte mi domando se sono davvero in grado di reggere tutto ciò.
Ma vado avanti, non potendo diversamente.
Maggiore Beatrix De Céline, ora ufficiale dell'U.S. Army.
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